CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI

Per l'attuazione della Legge Regionale N.9/2011

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Martedì, 21 Maggio 2013 15:23

Lingue e culture in Sicilia

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Copertina Volume I mini

A distanza di vent’anni, resta attuale quanto osservavo nella Premessa al volume Scuola, dialetto, minoranze linguistiche (Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo 1992): «A partire dagli Anni Sessanta si è assistito a una riconsiderazione del dialetto e della cultura dialettale; ma a questo rinnovato interesse ha corrisposto assai raramente, sul piano istituzionale, un supporto legislativo efficace e coerente. Anche la scuola è stata in vario modo interessata e coinvolta, a cominciare dai programmi ministeriali, in specie i più recenti, ma i risultati sono stati discontinui, frammentari e tutto sommato deludenti».

Alcuni provvedimenti legislativi dell’Assemblea Regionale Siciliana, assunti in tempi diversi, pur destando interesse, attese, e anche qualche polemica, hanno prodotto risultati effimeri, come nel caso delle legge n. 85 del 6 maggio 1981 «Provvedimenti intesi a favorire lo studio del dialetto siciliano e delle lingue delle minoranze etniche nelle scuole dell’isola».
Ricordo che su questa legge si sviluppò un ampio e interessante dibattito nelle scuole, nelle Università e sulla stampa, ma nonostante ciò, di quell’importante provvedimento, nel giro di qualche anno non si seppe più nulla. Eppure si trattava di una legge che, se bene interpretata e adeguatamente utilizzata, avrebbe potuto offrire buone opportunità. Per di più, era stata ben accolta dalla opinione pubblica e anche da larghi settori della classe docente (pur con frequenti travisamenti); comportava irrisori impegni di spesa e la fase sperimentale si era conclusa con esito più che positivo.
Esattamente trent’anni dopo, la legge n. 9 del 31 maggio 2011 «Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole», ripropone opportunamente i medesimi obiettivi, partendo dalle medesime premesse teoriche e di metodo. Ancora una volta l’Università e il Centro di studi filologici e linguistici siciliani sono stati chiamati a collaborare alla piena e corretta applicazione della legge.
La pubblicazione di quest’opera da tempo vagheggiata, coincide con i primi passi di questo provvedimento legislativo di non facile attuazione. Anzi, da esso ha ricevuto uno speciale impulso.
L’opera è stata pensata in primo luogo per i tanti docenti che vogliono conoscere più a fondo la storia linguistica della Sicilia. Soltanto lo studio, la conoscenza profonda, la comprensione vera del rapporto tra storia, lingua e cultura, possono stimolare nelle nostre scuole (da quelle di base ai licei) un impegno didattico serio, non oleografico. Un pregio ulteriore consiste nel coinvolgimento di giovani e giovanissimi linguisti al fianco degli specialisti più prestigiosi. Si può ben dire che nell’intera opera si riflettono la passione e l’impegno scientifico di diverse generazioni di studiosi, degli allievi e dei maestri. Ad essi dobbiamo essere grati per aver assecondato l’impegnativo progetto del Centro di studi filologici e linguistici siciliani di offrire alla scuola, ai docenti, più in generale ai lettori colti e “curiosi”, uno strumento che consentirà di cogliere nel modo più fecondo i nessi che hanno contrassegnato il rapporto tra lingua e cultura nella millenaria storia della Sicilia.

GIOVANNI RUFFINO

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Letto 900 volte Ultima modifica il Martedì, 01 Ottobre 2019 12:20
Francesco Macaluso

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