CENTRO DI STUDI FILOLOGICI E LINGUISTICI SICILIANI

Per l'attuazione della Legge Regionale N.9/2011

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D I Á L E K T O S  è un buon contrassegno perché esprime ciò che intendiamo dire e ciò che intendiamo ancora fare, anche dopo l’approvazione della Legge Regionale n. 9 del 31 maggio 2011 («Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nella scuola»).

Diálektos è parola greca e significò dapprincipio ‘conversazione, colloquio, discussione’, secondo la ragione etimologica dialégomai.

Diálektos intende essere, per l’appunto, uno spazio di informazione, di discussione, di confronto, di sperimentazione. Uno spazio condiviso dagli insegnanti e da quanti – particolarmente nei Dipartimenti universitari – conducono ricerche sui temi della dialettologia, della letteratura regionale, della cultura popolare e, più in generale, dell’educazione linguistica.

Uno spazio condiviso nel quale tali temi e tali valori vanno considerati come parte integrante della storia sociale, linguistica e letteraria dell’Italia intera.

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Palermo, li 15/02/2019

 

Il giorno 22 febbraio prossimo, in occasione dell'Assemblea annuale del Centro di studi filologici e linguistici siciliani,  sarà costituita presso il Centro (Dipartimento di Scienze Umanistiche, edificio 12) una Associazione di Docenti interessati alla valorizzazione della cultura regionale e del patrimonio linguistico siciliano nelle Scuole.

Chi è interessato portrà indirizzare una e-mail a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giovedì, 13 Dicembre 2018 11:31

NOVITÀ EDITORIALE

Scritto da

ATLANTE LINGUISTICO DELLA SICILIA. IL LESSICO DEL MARE

Elena D’Avenia, Materiali e Ricerche dell’Atlante Linguistico della Sicilia, 37, Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Palermo 2018, ISBN 978-88-96312-85-8 - Pagine 668, € 40,00.

Il volume contiene gli ingenti materiali raccolti nel corso dei rilevamenti con il questionario marinaro dell’Atlante Linguistico della Sicilia in 21 centri siciliani e a Malta.
In appendice vengono pubblicate 63 carte geolinguistiche.

INDICE

L’Atlante linguistico della Sicilia e il “Progetto mare” di Giovanni Ruffino - CAPITOLO 1 - Il modulo marinaro dell’Atlante linguistico della Sicilia (ALS) - 1.1. Il questionario - 1.2. I punti d’inchiesta - 1.3. I raccoglitori - CAPITOLO 2 - I rilevamenti sul campo - 2.1. “Diario di bordo” delle inchieste - 2.2. La questione del genere, tra pregiudizio e fiducia - 2.3. Il paradosso delle parole registrate e la scelta degli informatori - 2.4. Restituzione e organizzazione del materiale raccolto - CAPITOLO 3 - Verbali delle inchieste - San Vito Lo Capo (Tp) - Mazara del Vallo (Tp) - Favignana (Tp) - Pantelleria (Tp) - Terrasini (Pa) - Porticello (Pa) - Sciacca (Ag) - Porto Empedocle (Ag) - Licata (Ag) - Lampedusa (Ag) - Ganzirri (Me) - Sant’Agata di Militello (Me) - Giardini Naxos (Me) - Lipari (Me) - Riposto (Ct) - Acitrezza (Ct) - Augusta (Sr) - Porto Palo di Capo Passero (Sr) - Scoglitti (Rg) - Pozzallo (Rg) - Malta - Riferimenti bibliografici - Le risposte al questionario - Avvertenze per la consultazione - Carte geolinguistiche - Indici delle parole citate nei quadri onomasiologici - Indice dei nomi scientifici della fauna marina - Indice degli etnotesti inseriti nei quadri onomasiologici - Indice delle carte.

Si pubblicano i due decreti dell’Assessore della Pubblica Istruzione riguardante la istituzione di un tavolo tecnico per l’attuazione della Legge Regionale 9/2001Norme sulla promozione, valorizzazione e insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”.

 

 

Giovedì, 10 Maggio 2018 14:20

FIABE E RACCONTI

Scritto da

 

Marina Castiglione

Fiabe e racconti della tradizione orale siciliana

Testi e analisi

Con la collaborazione di Alessia De Caro e Miryam Lo Dato

 

Centro di studi filologici e linguistici siciliani

Palermo 2018

 

Per scaricare o ascoltare i file audio utilizzare questo collegamento 

audio https://mega.nz/#F!tbRX3ZjR!BK5A-2rqxE_NCsFolRj7nQ 

Traccia 0. A ddraunara - Licata 
Traccia 1. Colapesce - Licata
Traccia 2. Giufà - Licata 
Traccia 3. Giufà - Delia
Traccia 4. Betta a Pilusa - Licata
Traccia 5. Pippinedda e Carminuzzu - Canicattì
Traccia 6. Piccicanieddu - Canicattì
Traccia 9. Bbovu d'Antoni - Delia
Traccia 10. Lu cuntu di San Giuseppi - Delia
Traccia 11. Lo scambio vantaggioso - Delia
Traccia 12. L'ancidduzzu d'oru - Delia
Traccia 13a. La principessa che non ride - Delia
Traccia 13b. La principessa che non ride - Delia
Traccia 14. A immuruta - Licata
Traccia 15. Don Piacintinu - Licata
Traccia 16. Il Mago e Marco - Sommatino
Traccia 18. Lu cuntu di Sangenoveffa - Delia
Traccia 19. Lu parrinu cu lu ssagristanu - Delia
Traccia 20. U cuntu di la lapa - Licata
Traccia 21. Leggende licatesi - Licata
Traccia 22. U casteddu di Farcunara - Licata
Traccia 23. I patruneddi a casa - Licata

Per scaricare o visualizzare i file video utilizzare questo collegamento

video https://mega.nz/#F!BL5T0QQS!bMOH_BwFtRiI1yXn2w8MaA 

Traccia 5. Pippinedda e Carminuzzu - Canicattì
Traccia 7. Lu re Befè - Delia
Traccia 8. Cumpari gaddruzzu - Delia
Traccia 12a. L'ancidduzzu d'oru - Delia
Traccia 12b. L'ancidduzzu d'oru - Delia
Traccia 17. Giufà e la porta - Delia
Traccia 24. Lu cuntu di l'attacca - Delia

Il Centro di Studi Filologici e Linguistici siciliani promuove gli studi sul siciliano antico e moderno, con una speciale attenzione rivolta al mondo della scuola, per un corretto approccio alla cultura dialettale e alla storia linguistica della Sicilia.

L’attività del Centro è sostenuta dalla legge regionale n. 54 del 21 agosto 1984 e, relativamente alla formazione scolastica, corrisponde a quanto previsto all’art. 2 della Legge Regionale 9/2011 (“Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole”), laddove si precisa che gli interventi didattici vanno attuati «con la collaborazione delle Università siciliane e dei Centri studi siciliani specializzati nella ricerca filologica e linguistica».

Per rafforzare ulteriormente la propria presenza nel mondo della scuola e continuare lungo il percorso intrapreso grazie alla realizzazione di corsi di formazione nelle Università di Palermo e di Catania, alla pubblicazione di opere significative dedicate alla Scuola (tra le altre, i due importanti volumi di Lingue e culture in Sicilia), alla creazione del portale “Diálektos” e alla promozione di un’associazione di insegnanti, il CSFLS ha previsto, tra le altre, una collana specificamente dedicata: "Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola".

 

È ancora possibile parlare di dialetto a scuola?

 

Quando si parla di dialetto a scuola scattano negli operatori (e nelle famiglie) diversi sentimenti talora opposti:

a)     entusiastica approvazione, in nome di una identità linguistica che andrebbe rivendicata appellandosi alla prima scuola poetica della penisola e ai tre premi Nobel della letteratura (posizione neo-separatista);

b)     contenuta approvazione, purché ci si limiti a insegnare un po’ di etimologia, a dimostrazione della capacità dei siciliani di inglobare tutte le culture provenienti dall’esterno (posizione politicaly-correct);

c)     disapprovazione sostenuta in base alla presunta “evidenza” che il dialetto non consentirebbe un corretto apprendimento della lingua ufficiale e, oggi come oggi, non avrebbe alcuna utilità (posizione contemporaneista).

Nessuna di queste posizioni rivela un approccio scientificamente e storicamente corretto. Sebbene la Linguistica italiana sia ormai da anni una disciplina obbligatoria nei manifesti degli studi dei corsi di Laurea che licenziano i futuri docenti di Lettere, spesso la riflessione metalinguistica è inficiata da conoscenze parziali e pregiudizi molto resistenti.

Il portale Diálektos e la collana "Lingue e culture in Sicilia. Piccola Biblioteca per la Scuola" – distribuita in due sezioni: “Strumenti e metodi” e “Percorsi” – nascono con l’intento di offrire ai docenti di ogni ordine e grado strumenti, sia di carattere didattico sia di taglio saggistico-divulgativo, grazie ai quali portare in classe il dibattito linguistico con un approccio sereno e consapevole. In particolare, la collana mette al centro della sua proposta editoriale la variazione linguistica, tra resistenze, cambiamenti, trasformazioni.

La scuola, infatti, deve essere l’agenzia in cui si forma la coscienza dell’identità plurale, proprio a partire dalla ricchezza delle lingue che hanno attraversato e attraversano il nostro territorio, senza marginalizzare i dialetti a varietà residuali o ignorarli come codici delle classi subalterne, ma anche senza esaltarli acriticamente.


Come?

 

La Collana prevede la realizzazione di agili manualetti di approfondimento (in alcuni casi corredati da vere e proprie proposte didattiche) relativi a diversi temi della linguistica siciliana e pensati per i docenti, ma anche per gli studenti.

Un primo saggio è apparso nel 2015, ed è stato dedicato alle parole che sono venute dal mare in epoca medievale e che in Sicilia, e nel siciliano, hanno trovato casa: «La storia dell’umanità è storia di migrazioni: di popoli, di uomini e di donne e con essi di cose, di parole, di linguaggi. Molte parole delle lingue d’Europa sono penetrate e si sono diffuse in seguito ai contatti – militari, economici, culturali – di epoca medievale. Contatti con genti asiatiche e africane (berbere) di lingua araba» (Giovanni Ruffino e Roberto Sottile, Parole migranti tra Oriente e Occidente, 2015, p. 5). La scelta è stata ponderata, proprio per ridimensionare le paure che riguardano i contatti con gli altri popoli e le altre lingue e per consentire anche agli studenti allofoni di vedere nel repertorio linguistico della Sicilia un bacino di integrazioni e accoglienze secolari.

Seguiranno altri volumi, nei quali si cercherà di condurre approfondimenti e riflessioni che di norma non trovano spazio nei curricula disciplinari: ad es. sul lessico (anche attraverso testi letterari dialettali); sull’italiano regionale; sull’onomastica regionale; sull’educazione linguistica; sull’uso differenziato del dialetto e dell’italiano; su testi funzionali o paraletterari (ad esempio la canzone) plurilingui; attraverso laboratori di ricerca sul campo; ecc.). Tali proposte potranno prestarsi a unità didattiche per quanti intendano svolgere utilmente attività legate alla valorizzazione dell’identità e alla formazione di una più completa coscienza linguistica.

 

Marina Castiglione e Iride Valenti